Legge Gelli novità in ambito di responsabilità medica.

La Camera dei Deputati ha approvato recentemente  il disegno di legge C-259, proposto dall’onorevole Federico Gelli, che reca “disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

La nuova legge n. 24 dell’8 marzo 2017 agisce su tre fronti, amministrativo, penale e civile.

La riforma affronta e disciplina i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità del professionista sanitario e della struttura sanitaria pubblica o privata, nonché degli obblighi di assicurazione e dell’istituzione di un  Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria.

Fra gli obiettivi principali di tale riforma, quello di ridurre il contenzioso giudiziario avente ad oggetto la responsabilità medica, garantendo, allo stesso tempo, un adeguato sistema risarcitorio nei confronti del paziente.

Innanzitutto, viene esplicitato all’art. 1 che la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute, così incrementando la portata dell’art. 32 Cost.

Viene creata la figura del Garante del diritto alla salute, il quale  potrà essere adito gratuitamente dai destinatari di prestazioni sanitarie per la segnalazione, anche anonima, di disfunzioni nel sistema dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria.

Viene poi contemplata l’istituzione in ogni Regione del Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, cui è affidato il compito di raccogliere i dati sui rischi e sul contenzioso, al fine di trasmetterli annualmente all’Osservatorio nazionale, che dovrebbe individuare le  misure necessarie per la prevenzione e gestione del rischio sanitario.

La più importante novità riguarda l’ambito penale.

Come è noto, nel 2012, con la nota legge Balduzzi erano previsti due requisiti per l’irrilevanza penale del fatto illecito colposo commesso dal medico: da un lato il rispetto delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica, dall’altro lato l’assenza di colpa grave.

La giurisprudenza maggioritaria riteneva che la legge Balduzzi prevedesse la scriminante della colpa lieve nei soli casi di imperizia, e non di negligenza o imprudenza.

Con la riforma viene inserito, nel codice penale,  il nuovo articolo 590-sexies, rubricato “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” il quale afferma: “Se i fatti di cui agli articoli 589 e 590 sono commessi nell’esercizio della professione sanitaria, si applicano le pene ivi previste salvo quanto disposto dal secondo comma. Qualora l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico – assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto”.

E’, pertanto, scomparso ogni riferimento al concetto di colpa grave e la scriminante opera solo in caso di colpa per imperizia, recependo l’orientamento giurisprudenziale prevalente formatosi sulla legge Balduzzi.

Da notare che le linee guida e buone pratiche vengono “definite e pubblicate ai sensi di legge”, così da assicurare finalmente un certo grado di determinatezza.

In ambito civile, si segnala l’art. 7, che  stabilisce una netta separazione tra la responsabilità dell’ente ospedaliero e il medico per i danni occorsi ai pazienti: la struttura sanitaria assume una responsabilità di natura contrattuale ex art. 1218 cod. civ., mentre il medico risponde in via extracontrattuale ex art. 2043 c.c.

La riforma introduce, inoltre, precisi obblighi assicurativi in capo alle strutture sanitarie ed agli esercenti la professione sanitaria al fine  di rendere effettivo il ristoro dei danni in favore del paziente.

In particolare, è previsto anzitutto l’obbligo di assicurazione per la responsabilità contrattuale a carico delle strutture sanitarie, pubbliche e private con l’obbligo, per le strutture stesse, di stipulare una ulteriore polizza assicurativa per la copertura della responsabilità extracontrattuale.

Infine, si segnale che, a scopo chiaramente deflattivo, viene introdotto di un tentativo obbligatorio di conciliazione a carico di chi intenda esercitare in giudizio un’azione risarcitoria.