Studi di Settore: è l’Ente Impositore a dover dimostrare l’applicabilità in concreto

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 9755 del 18 aprile 2017 ha ribadito l’orientamento giurisprudenziale secondo cui nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe sul contribuente l’onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza di circostanze di fatto tali da allontanare la sua attività dal modello normale al quale gli studi di settore fanno riferimento, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato, mentre sull’ente impositore incombe l’onere di dimostrazione dell’applicabilità dello “standard” prescelto al caso concreto oggetto di accertamento.

Conformemente già Cass. civ., sez. 5, 13/07/2016, n. 14288 e Cass. civ., sez. 5, 15/05/2013, n. 11633

Non si rinvengono precedenti difformi.

Riferimenti normativi:

Art. 3, commi 181 e 187, L. n. 549/1995

Art. 39, comma 1, lett. d), D.P.R. n. 600 del 1973