Mediazione in materia condominiale: può essere disposto il rinvio se manca la delibera assembleare

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 836 pubblicata lo scorso 25 gennaio 2018, si è pronunciato in tema di mediazione obbligatoria (D.Lgs. n. 28/2010) e azione giudiziale in materia condominiale.

In primo luogo, il Tribunale ha affrontato una questione piuttosto spinosa, ossia quella della necessità della specifica delibera assembleare ai fini della partecipazione dell’amministratore alla procedura di mediazione  (cfr. art. 71 quater co. 3 Disp. Att. C. civile ). Nel caso di specie, la procedura – conclusasi con un verbale di mancato accordo, in quanto il conduttore non si era presentato – era stata instaurata senza che l’amministratore fosse stato esplicitamente autorizzato dall’assemblea condominiale (tuttavia, l’argomento era stato posto all’ordine del giorno e l’amministratore aveva illustrato ai condomini l’opportunità di ricorrere alla mediazione, e nessuno si era opposto).

Secondo il Tribunale, in tal caso risulta comunque soddisfatta la condizione di procedibilità della domanda giudiziale; la mancanza di una espressa autorizzazione non rende nullo il procedimento, in quanto il mediatore può sempre rinviare l’incontro al fine di dare all’amministratore la possibilità di munirsi di un’idonea delibera assembleare (facoltà peraltro prevista dal comma 4° del citato art. 71 quater).

L’altra eccezione sollevata dalla controparte riguardava invece la mancanza di corrispondenza tra l’oggetto dell’istanza di mediazione ed il petitum della domanda giudiziale, in quanto, secondo il conduttore-convenuto, in mediazione era stata contestato il mancato rispetto del regolamento condominiale, mentre nell’atto di citazione il condominio aveva fatto valere una violazione dell’art. 1122 c.c.

Ebbene, il Giudice milanese ha risolto anche questa questione in senso favorevole al condominio, posto che in entrambe le fasi era stata contestata la lesione del medesimo bene – estetica e decoro architettonico del palazzo – tutelato sia dalla norma generale di cui all’art. 1122 c.c., sia dal regolamento.