Omessa notifica all’imputato dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare.

Le Sezioni Unite Penali, con la sentenza del 17 febbraio 2017, n. 7697, si pronunciano sulla questione della nullità derivante dall’omessa notifica all’imputato dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare.

Il quesito posto al vaglio della Suprema Corte riguarda la natura della nullità derivante da tale mancata notifica; nello specifico le Sezioni Unite si interrogano sulla configurabilità o meno di una nullità assoluta, insanabile e rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

La Corte di Cassazione rileva che sulla questione si sono formati due distinti orientamenti giurisprudenziali: secondo il primo orientamento l’omessa notifica integrerebbe una nullità assoluta ed insanabile ex art. 179 c.p.p. in considerazione del fatto che la notificazione è strumentale alla conoscenza della citazione a giudizio; per il secondo filone giurisprudenziale,  invece, si tratterebbe  di una nullità a regime intermedio ex art. 180 c.p.p..

Le Sezioni Unite, avallando il primo orientamento, approfondiscono un’altra questione, considerando, piuttosto, se dalla mancata notifica all’imputato possa derivare un effettivo pregiudizio per il medesimo. (c.d. criterio di pregiudizio effettivo).

rileva la Cassazione come sia la dottrina che la giurisprudenza hanno elaborato, nella decisione delle questioni di invalidità degli atti procedimentali, il criterio del “pregiudizio effettivo”. Per valutare se un errore in procedendo si sia effettivamente consumato, si ricorre all’applicazione del principio di offensività processuale, secondo il quale la nullità sussiste se la violazione ha effettivamente compromesso le garanzie che l’ipotesi di invalidità era destinata a presidiare.

Ciò premesso, nella fattispecie gli ermellini ritengono che l’omessa notifica abbia effettivamente inciso sulla validità della vocatio in iudicium, posto che l’atto venne notificato ad un soggetto erroneamente indicato quale madre dell’imputato, non convivente ed ad un indirizzo diverso da quello di residenza e domicilio dell’imputato il quale, tra l’altro, non era presente all’udienza e non aveva fornito alcuna manifestazione di attiva partecipazione da cui desumere la effettiva conoscenza dell’atto.

La Corte di legittimità, pertanto. ha statuito che la nullità della notificazione del decreto di citazione a giudizio dell’imputato, qualora incida direttamente sulla vocatio in iudicium, e quindi sulla regolare instaurazione del contraddittorio, deve essere equiparata all’omessa citazione dell’imputato medesimo, in quanto impedisce a quest’ultimo di conoscerne il contenuto e di apprestare la propria difesa, ed è, pertanto, assoluta e insanabile.