Lavoro autonomo e smart working – jobs act autonomi e smart working

Il 10 maggio 2017, l’assemblea del senato ha approvato definitivamente il ddl n. 2233-b, con misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato, il c.d. smart working.

Le novità

1) tutela del lavoro autonomo:
– disciplina sui pagamenti nelle transazioni commerciali tra imprese e tra imprese e P.A. estesa anche alle transazioni commerciali tra lavoratori autonomi e imprese, tra lavoratori autonomi e P.A.e tra lavoratori autonomi

– clausole e condotte abusive: diritto al risarcimento del danno in capo al committente;
– disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica estesa ai lavoratori autonomi;
– si riconoscono al lavoratore autonomo i diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali e invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto.
– quattro deleghe legislative al Governo: la prima prevede la rimessione di alcuni atti pubblici alle professioni organizzate in ordini e collegi; la seconda per consentire agli enti di previdenza di diritto privato di attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che abbiano subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie; la terza (introdotta nel corso dell’esame in Commissione) per incrementare le prestazioni sociali per gli iscritti alla gestione separata INPS rimettendo al Governo la possibilità di prevedere un aumento dell’aliquota contributiva; la quarta in tema di riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali.

– si riconosce la DIS-COLL (l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 attuativo del cd. Jobs Act) a decorrere dal 1° luglio 2017, ai collaboratori, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca.
– deducibilità di spese alberghiere e di aggiornamento professionale;
– congedo parentale e indennità di malattia;
– introduzione di misure per favorire la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici;
– costituzione di uno sportello dedicato al lavoro autonomo.

2) lavoro dipendente:
– si introduce il lavoro agile, il c.d. Smart working: non una nuova tipologia contrattuale, ma una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, applicabile anche al settore pubblico.
– La prestazione dovrà essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale e dovrà essere definita mediante accordo scritto tra le parti, che potrà essere a tempo determinato o indeterminato, con possibilità di recesso di entrambe le parti.
– trattamento economico e normativo non inferiore a quello riconosciuto ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda e la medesima copertura assicurativa contro gli infortuni (anche in itinere) e le malattie professionali.