Illegittimo il divieto di accesso al cane nel parco per la presenza di escrementi

TAR Toscana sentenza n. 694 del 16.05.2017

Con ordinanza n. 27 del 14.06.2011 emessa dal Sindaco del Comune di Sestino veniva vietato l’accesso ai cani a un parco pubblico a causa della presenza di escrementi nella suddetta area.

Avverso tale ordinanza proponeva ricorso l’associazione “Lega per l’abolizione della Caccia” chiedendo l’annullamento del provvedimento.

L’associazione deduceva

  • Violazione dell’art. 50, co. 5 d.lgs. n. 267/2000 per carenza dei presupposti,
  • Violazione degli artt. 13 e 16 Cost. ed eccesso di potere per irragionevolezza,
  • Eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione,

Il Comune di Sistino non si costituiva in giudizio.

Il Tar accoglieva il ricorso annullando l’ordinanza del sindaco ritenendo insussistenti i presupposti di cui all’art. 50 co. 5 d.lgs n. 267/2000 e al difetto di istruttoria e di motivazione.

In relazione all’esistenza di tali presupposti il TAR riteneva che:

  • la norma (dispone) in parola che il sindaco può emettere ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale
  • che l’esercizio da parte del sindaco di tale potere presuppone il requisito della necessità di un intervento immediato, al fine di rimuovere uno stato di grave pericolo per l’igiene e/o la salute pubblica e caratterizzato da una situazione eccezionale e/o imprevedibile da fronteggiare per mezzo di misure straordinarie di carattere provvisorio e, pertanto, non adeguatamente contrastabile tramite l’utilizzo degli ordinari mezzi di carattere definitivo previsti dall’ordinamento giuridico”.
  • che “le ordinanze contingibili ed urgenti impongono la precisa indicazione del limite temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem che permettono la compressione di diritti e interessi privati…”,

e concludeva affermando come tali presupposti non risultino essere presenti, dal momento che il provvedimento impugnato oltre a non recare alcuna indicazione in ordine ai limiti temporali di efficacia “non risulta essere sorretto da una adeguata istruttoria in ordine all’esistenza effettiva di una emergenza sanitaria o di igiene pubblica non potendosi considerarsi tale la mera rilevazione della presenza di escrementi canini9 in ambito urbano comunale”.