Caso AFX e i soldi spariti: è una truffa? chi sono i responsabili? (aggiornamento del 7.01.2020)

Se siete arrivati su questa pagina significa che non riuscite più a recuperare le somme che avete versato sul vostro conto trading aperto a nome del broker AFX.

Lo staff legale di Ameco a gennaio 2020 depositerà una querela per l’ipotesi di truffa internazionale aggravata e valuterà di agire anche contro soggetti istituzionali che ritiene corresponsabili, ossia enti di vigilanza e banche.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire chi sono i vari protagonisti e le varie probabili responsabilità.

Cerchiamo inoltre di capire quanto sono realmente controllati i vari broker e se i soldi degli investitori/ risparmiatori siano realmente al sicuro, oppure se sia solo un’illusione.

Ma soprattutto – e per questo è importante che leggiate fino in fondo!- vedremo come si comportano concretamente banche ed Enti di Vigilanza di fronte ad un problema gravissimo di soldi spariti: tutelano veramente gli investitori?

NEANCHE PER SOGNO!!

Intervista Avv. Sara Calzi sul caso AFX

(ottobre 2019)

Prima di partire con l’incredibile epopea che stanno vivendo i clienti di AFX, partiamo da quello che ci fanno credere le norme e le Istituzioni: le garanzie per gli investitori e risparmiatori

Cosa fa un broker e cosa significa ottenere una licenza ed essere un broker regolamentato? un broker è un intermediario finanziario che organizza ed esegue transazioni finanziarie per conto di terzi, addebitando una commissione per l’ordine da eseguire.

I broker che fanno trading online devono ottenere una licenza nel Paese in cui operano da parte dell’Ente di vigilanza ed in questo modo sono broker regolamentati.

La regolamentazione certifica che la piattaforma di trading del broker è sicura e certificata e che i servizi offerti non sono truffe.

Chi sono gli enti di vigilanza? Gli enti principali di vigilanza in Europa sono la CONSOB per l’Italia, la FCA britannica e la Cysec di Cipro. Questi enti controllano gli intermediari finanziari per garantire agli investitori trasparenza e legalità.

Da cosa sorge la necessità di controlli su un broker? soprattutto dal fatto che gli investitori versano delle somme di denaro su conti correnti formalmente intestati al broker per poi effettuare le operazioni di investimento. Vi è quindi l’esigenza che:

  • il broker sia economicamente solido, serio e trasparente
  • il broker non possa utilizzare tali somme senza input da parte dell’investitore.

Si dice infatti che il conto è SEGREGATO.

Cosa significa conto segregato? Ogni broker regolamentato dispone di un conto segregato, che è destinato a ricevere i depositi dei clienti. È una sorta di “vaso comune”. I fondi sono identificati dal nome dell’emettitore e associati ai rispettivi conti di trading di ciascun cliente, sia esso professionista o privato. Pertanto, i fondi appartengono ai clienti. Legalmente, inviare dei fondi a un broker online richiama in qualche modo il fare un bonifico a se stessi, poiché l’emettitore rimane il proprietario dei fondi. Se domani un broker fallisce, le somme depositate dai trader possono essere recuperate (al netto dei risultati del trading) perché sono a nome dei clienti e quindi indipendenti dai conti della società. I broker sono oggetto di audit regolari, per verificare che la segregazione dei conti sia rispettata.

Il transaction reporting cos’è? è la segnalazione giornaliera che gli intermediari debbono fare alle autorità di vigilanza delle transazioni su strumenti finanziari. La finalità, ovviamente, è quella di evitare gli abusi sui mercati.

Gli intermediari finanziari con licenze estere ma che hanno una succursale in Italia sono sottoposti anche alla vigilanza della Consob? Certo la Consob svolge un’attività ispettiva ai sensi del art. 32 della MiFID rubricato “Stabilimento di succursali” il quale, al paragrafo 7, prevede che spetti all’Autorità competente dello Stato membro in cui la succursale è ubicata vigilare. Il potere di vigilanza sulle succursali è stabilito anche dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria.

Passate in rassegna le tranquillizzanti informazioni di carattere astratto, vediamo cosa è accaduto in concreto ai clienti del broker- intermediario finanziario AFX.

Chi è AFX 

AFX GROUP oppure STO sono i nomi commerciali di un noto Broker che metteva a disposizione dei clienti una piattaforma di trading online.

Questi noti marchi sono riconducibili alle società AFX CAPITAL MARKETS di Cipro e AFX MARKETS di Londra.

Entrambe le società fanno capo agli stessi soggetti, tra cui MARIO PERSICHINO e MANUELA MAZZACCO.

Le due citate società avevano regolare licenza per operare come broker, la prima ottenuta a Cipro (CySEC) e la seconda ottenuta a Londra (FCA).

Il gruppo AFX aveva una succursale anche in Italia a Milano.

Parliamo di un broker quindi regolamentato, conosciuto nell’ambiente che non faceva sorgere alcun sospetto.

I versamenti sul conto trading da parte dei clienti

I clienti hanno versato somme su conti correnti omnibus intestati al broker per dare avvio alle loro operazioni di trading. Ad ogni singolo investitore veniva assegnato il proprio sotto-conto trading.

I principali istituti di credito ove venivano effettuati i versamenti sono: BARCLAYS BANK in Inghilterra, SWISSQUOTE BANK in Svizzera e CREDITO ARTIGIANO in Italia (ora Credito Valtellinese).

E’ chiaro che ognuno di questi istituti bancari sapeva e sa benissimo chi siano i beneficiari delle somme versate e depositate su ogni conto trading alla luce dell’obbligo bancario del Know Your Customer meglio conosciuto con l’acronimo KYC.

Il fatto: la sparizione dei soldi e gli eventi successivi

Da fine 2018 alcuni clienti di AFX si rendevano conto dell’impossibilità di ottenere in restituzione il saldo dei propri conti correnti.

Il primo cliente si rivolgeva all’avv. Sara Calzi già a gennaio 2019 riferendo che AFX, dopo avere accampato infinite scuse per ritardare la restituzione dei soldi sul conto trading, si era resa irreperibile.

Tuttavia questo cliente continuava a ricevere un MONTHLY STATEMENT, ossia un report da cui risultava il corretto saldo positivo del conto.

L’avv. Sara Calzi già all’inizio del 2019 segnalava agli Enti di Controllo questa grave situazione, evidenziando la possibilità che il MONTHLY STATEMENT fosse falsificato nell’intento di ingannare la clientela.

Gli enti di controllo quindi avevano informazioni sufficientemente allarmanti per ispezionare AFX e bloccarla nell’operatività.

Ciò nonostante nulla veniva fatto.

La FCA indicava la necessità di attivare la procedura presso il Financial Ombudsman Service, ossia una mediatore che deve comporre un contenzioso sorto tra due parti. Inutile ogni tentativo dell’avv. Sara Calzi di segnalare come tale organo fosse incompetente, in quanto non vi era alcun contenzioso da mediare ma semplicemente AFX si era resa irreperibile e non restituiva il saldo del conto corrente del cliente di circa € 100.000,00.

Ad ogni modo veniva attivata la procedura presso Ombudsman che la FCA indicava come unica strada da seguire.

A distanza di un mese, senza che si fosse mosso alcunchè, l’ Ombudsman veniva sollecitato innumerevoli volte sia per iscritto che telefonicamente.

Non solo.

In data 13 febbraio 2019 veniva interessata anche la banca sulle quale il cliente aveva versato le somme, ossia la Barclays. Si segnalava una possibile truffa e la paura che i soldi fossero spariti e che il monthly statement fosse falsificato. Quindi si chiedeva a Barclays di verificare la corrispondenza tra saldo reale e il report che forniva AFX.

Nessun riscontro da parte della banca.

In data 12.03.2019 la situazione veniva portata a conoscenza anche della autorità cipriota Cysec. Dopo due giorni giungeva un messaggio di risposta automatico “Cysec non ha poteri di restituzione e pertanto non esamina i singoli reclami”.

In data 01.04.2019 si insisteva con le autorità di controllo e perveniva l’ennesimo messaggio automatico.

Solo tra fine luglio e agosto 2019 gli enti di Vigilanza sospendevano le licenze di AFX per “presunte violazioni” non meglio specificate, con ben 7 mesi di ritardo!

A questo punto gran parte dei clienti di AFX si rendevano conto di non riuscire più a recuperare i propri saldi e molti di questi si rivolgevano all’avv. Sara Calzi.

Partivano lettere sia alla FCA che a Cysec per avere informazioni sulle somme depositate e per denunciare le varie situazioni. Nessuna risposta e nessuna informazione.

Perveniva invece la risposta del Ombudsman inglese, che si dichiarava INCOMPETENTE per il caso sottoposto….cosa che era evidente fin dall’inizio!

La maggior parte dei clienti di AFX che si sono rivolti all’avv. Sara Calzi avevano inviato somme alle seguenti banche:

  • BARCLAYS BANK in Inghilterra,
  • SWISSQUOTE BANK in Svizzera
  • CREDITO ARTIGIANO in Italia (ora CreVal)

Tutti i clienti ricevevano da AFX il MONTHLY STATEMENT che riportava il saldo corretto del loro conto trading. Proprio attraverso tale escamotage AFX era riuscita a non fare allarmare la clientela per diversi mesi; infatti la clientela di AFX– prestando fede al MONTHLY STATEMENT- era convinta che la provvista fosse ancora sul conto!

L’avv. Sara Calzi si rivolgeva quindi alle tre banche per capire che fine avessero fatto i risparmi dei clienti che erano depositati sui conti trading e per sapere se vi era corrispondenza con il MONTHLY STATEMENT.

Incredibile la risposta delle banche, che anziché aiutare centinaia di persone verosimilmente truffate a scoprire la verità, hanno in qualche modo coperto l’operato di AFX, rifiutandosi di collaborare.

Ecco le risposte delle banche:

  • Creval risposta del 26.09.19 “con riferimento alla sua missiva del 11 settembre 2019…siamo spiacenti di comunicarle che, per intuibili ragioni di tutela del segreto bancario, non riteniamo di essere legittimati a fornirle notizie…

  • L’avv. Sara Calzi il 16 ottobre rispondeva al Credito Valtellinese: “avrei necessità di sapere in base a quale principio, il segreto bancario – da Voi menzionato – dovrebbe essere ostativo alla comunicazione delle informazioni già richieste nella mia precedente missiva, atteso che, in questo caso, i richiedenti non sono soggetti estranei al rapporto, bensì i beneficiari effettivi dei sottoconti di cui sopra e pertanto essi risultano pienamente legittimati a chiedere quali siano le sorti delle somme da essi depositate ed i saldi che Vi risultano per ciascuno di loro”.
  • Risposta della banca Creval del 14 novembre 2019:In buona sostanza la banca non ha fornito informazioni in quanto non era autorizzata dal cliente AFX. Ma è ovvio che il probabile truffatore non avrebbe mai dato l’autorizzazione a scoprire la truffa!Ma passiamo alle banche Barclays e Swissquote Bank, a cui sono state mandate lettere da parte del avv. Sara Calzi rispettivamente il 27 e 30 settembre 2019 con il testo che segue:“sussiste anche un legittimo dubbio che AFX abbia artatamente omesso di fornire informazioni e che i Monthly Statement – periodicamente inviati dalla società – non rappresentino più situazioni veritiere del saldo esistente e sulle somme disponibili.Alla luce di quanto sopra, Vi chiedo gentilmente di chiarire:–       Se Vi risulta che il conto corrente sopra individuato riferibile ad AFX Capital Markets o ad AFX Group sia ancora effettivamente esistente e attivo e se Vi risultano i saldi indicati in allegato;–       Se il conto corrente sopra indicato sia effettivamente segregato e separato dai beni di proprietà di AFX, oppure se le somme depositate dai miei Clienti siano state in qualche modo prelevate, utilizzate, o spostate, da AFX o da altri soggetti

Risposta di Barclays del 5 novembre 2019

TRADUZIONE: “se è preoccupata per una truffa le suggerirei di segnalarlo alla Polizia. Mi dispiace non siamo in grado di aiutarLa ulteriormente con questo problema

Quindi in buona sostanza la banca non si è neppure resa disponibile a comprendere se fosse una truffa. Infatti per arrivare a tale conclusione era necessario confrontare il Monthly Statement inviato da AFX con l’effettiva provvista sul conto trading.

Risposta di Swissquote del 4 ottobre 2019

TRADUZIONE: “abbiamo il piacere di informaLa che l’istituto bancario Swissquote è sotto la legge svizzera perciò non può rispondere”.

L’avv. Sara Calzi scriveva nuovamente di indicare quale fosse la norma svizzera che impediva la risposta.

Ecco la successiva risposta di Swissquote:

TRADUZIONE: “Le abbiamo già detto che la Swiss bank è sotto la legge svizzera

Ma se le tre banche hanno fatto il possibile per non collaborare e coprire il cliente AFX, non è andata meglio con gli Enti di Vigilanza.

Per non annoiare troppo si evita di riportare le valanghe di lettere e contestazioni mandate a Consob e Cysec, che sono tutte rimaste prive di risposta o comunque di concreta risposta.

Nelle lettere l’avv. Sara Calzi ha evidenziato a Cysec e Consob di ritenerle responsabili solidalmente per omessa o insufficiente vigilanza.

 

Sul versante londinese  la High Court of Justice di Londra il 27 agosto 2019 ha nominato un amministratore speciale di AFX MARKET: la CG Recovery Limited. Questo amministratore vale però solo per i clienti della AFX inglese e, quindi, la parte assolutamente minoritaria (posto che l’80% ha contratto con la società di Cipro). A distanza di 4 mesi l’unica informazione ottenuta da CG Recovery è che c’è un grave deficit nei conti dei clienti. Quindi sostanzialmente abbiamo conferma che i soldi sono pressochè spariti…non sappiamo ancora esattamente in che misura.

Ad ogni modo visto che la Cysec è rimasta del tutto inerte – quanto meno nelle informative ai clienti e nelle risposte alle missive- il 22.10.2019 e il 28.10.2019 l’avv. Sara Calzi ha scritto anche all’Esma, ossia l’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati, per renderla edotta della situazione. Nessuna risposta!

Circa un mese fa la Cysec ha dato il primo segnale della sua esistenza con delle indicazioni che si ritengono del tutto inutili e dilatorie.

In pratica ha indicato agli investitori verosimilmente truffati la procedura da seguire:

  • fare reclamo al Ombudsman cipriota (ossia il MEDIATORE).

Abbiamo sopra visto che l’Ombudsman inglese da almeno 4 mesi si è dichiarato INCOMPETENTE, come è normale che sia posto che la logica di un mediatore è quella di comporre una lite insorta tra due parti.

E’ chiaro che non ci sia nessuna lite tra AFX e i suoi clienti ma semplicemente ci sia una sempre più probabile truffa.

Peraltro si noti che per attivare questa procedura (inutile) i clienti devono PAGARE delle marche facendo un versamento al Ombudsman!

Quindi Cysec sta spingendo gli investitori/risparmiatori verso la strada più lunga, più tortuosa e soprattutto più inutile e inefficace nella soluzione del problema. Ad ogni modo seppur siamo consci dell’inutilità di tutto questo, abbiamo comunque attivato i reclami all’ Ombudsman affinchè la Cysec non abbia alcun pretesto per omettere l’attivazione del fondo di garanzia.

Perché i tempi vengono così esageratemente rallentati?

verosimilmente perchè la Cysec in questo modo si sottrae dall’attivare il fondo di garanzia, che peraltro ammonta a solo € 20.000 e quindi diversi clienti di AFX non saranno integralmente coperti.

Per l’attivazione del fondo è necessario che venga accertato il default di AFX e più questo evento si ritarda, più la Cysec non è costretta a pagare le somme del fondo.

Cosa può fare chi non sarà risarcito integralmente dal fondo di garanzia (di 20.000 € massimo)?

Attivare una causa giudiziale nei confronti di banche ed enti di controllo – compreso Consob- sul presupposto (che deve essere accertato con sentenza) della loro corresponsabilità nella causazione del danno.

 

Segnaliamo infine che lo staff legale di Ameco sta predisponendo in questi giorni una querela nei confronti delle figure di vertice di AFX per l’ipotesi di truffa aggravata.

Sei cliente di AFX e Ti serve aiuto? Consulta qui sotto i costi applicati da Ameco che ti metterà a disposizione lo staff legale.

La tariffa per la procedura stragiudiziale di indennizzo dipende dal capitale da recuperare ed in particolare sarà la seguente:

  • da € 2000 a 5.000 la tariffa di AMECO sarà di € 450 + IVA
  • da € 5.001 ad € 10.000 la tariffa di AMECO sarà di € 900 + IVA
  • da € 10.001 ad € 25.000 la tariffa di AMECO sarà di € 1400 + IVA
  • da € 25.000 ad € 50.000 la tariffa di AMECO sarà di € 1900 + IVA
  • oltre € 50.001 a € 100000 la tariffa di AMECO sarà di € 2500 + IVA
  • da € 100.001 ad € 180.000 la tariffa di AMECO sarà di € 3000 + IVA
  • oltre € 180.000 la tariffa di AMECO sarà di € 3500 + IVA

Contattaci alla mail info@ameco.it  riepilogando il tuo caso e lasciaci anche un contatto telefonico così sarai ricontattato dallo staff legale.