Riforma processo penale

È stato approvato dal Senato il 15 marzo 2017 il ddl n. 2067, “Modifiche al codice penale, al  codice  di  procedura  penale  e  all’ordinamento  penitenziario”.

Fra i provvedimenti più importanti le modifiche in tema di estinzione del reato, aumenti delle pene per alcune tipologie di reato, in tema di indagini e impugnazioni; uno dei punti più discussi è, invece quello relativo alla prescrizione.

In breve ecco le principali novità:

– Estinzione del reato per condotte riparatorie:

Nei reati procedibili a querela il giudice potrà dichiarare estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, nel caso in cui l’imputato riparerà interamente il danno mediante restituzione o risarcimento, eliminando le conseguenze del reato, prima dell’apertura del dibattimento.

– Aumenti delle pene edittali in materia di scambio elettorale politico-mafioso, furti aggravati, rapina:

Per il furto in abitazione e lo scippo il minimo della pena detentiva si innalzerà da un anno a 3 anni e aumenterà anche la pena pecuniaria

Per il reato di rapina si innalzeranno i limiti sia della pena detentiva, dagli attuali 3 a 4 anni nel minimo, sia di quella pecuniaria. Si inasprirà il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate.

Per quanto riguarda il reato di scambio elettorale politico-mafioso, il disegno di legge prevede la pena della reclusione da 6 a 12 anni.

– Prescrizione:

La nuova legge ne allunga i termini, al fine di impedire che gli avvocati tentino di raggiungerla allungando notevolmente i tempi processuali.

La modifica di maggiore impatto è l’introduzione di  una  nuova ipotesi  di sospensione in corso di processo: dopo la sentenza di condanna di primo grado, vi sarà  una sospensione dei termini della prescrizione: 3 anni in totale tra primo grado, appello e Cassazione concedendo così ai giudizi di impugnazione di disporre di tempi adeguati per il loro svolgimento.

Un importante allungamento è previsto per delitti in danno di minori, in forza dello spostamento del dies a quo: il termine di prescrizione  decorrerà  dal compimento del diciottesimo anno  della  persona  offesa o dall’acquisizione  della  notizia  di  reato  se  l’azione  penale  è  stata  esercitata precedentemente.

– Indagini:

Viene fissato il termine di 3 mesi (prorogabile di altri 3 mesi) per la decisione del pm di chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.

Viene aumentato a 20 giorni il termine concesso alla persona offesa per opporsi alla richiesta di archiviazione e chiedere la prosecuzione delle indagini.

Il giudice ha il dovere, nel caso in cui non accolga la richiesta di archiviazione, di fissare entro 3 mesi la data dell’udienza in camera di consiglio e, dopo questa, di provvedere sulle richieste entro 3 mesi nel caso non ritenga necessarie ulteriori indagini.

– Tutela dell’immagine:

Viene prevista una nuova fattispecie penale, punita con la reclusione  fino a  4 anni, nei confronti di chi diffonde il contenuto di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni telefoniche captate fraudolentemente per danneggiare la reputazione di una persona.

– Ordinamento penitenziario:

La delega prevede la semplificazione di procedure e la revisione di modalità ed accesso alle misure alternative e ai benefici penitenziari quali il lavoro retributivo e il volontariato.

Modifiche rilevanti anche in tema di misure  alternative quali la revisione  delle modalità e dei presupposti di accesso.

– Impugnazioni:

Per l’atto di appello è previsto l’onere della specificità dei motivi, a pena di inammissibilità, oltre che quello di indicazione delle prove di cui si deduce l’inesistenza o l’omessa o erronea valutazione.

Viene reintrodotto il concordato sui motivi in appello, ossia un accordo sulla rideterminazione della pena con rinuncia agli altri motivi di impugnazione, non possibile però per reati di mafia e terrorismo e per quelli sessuali e in danno di minori.