Permessi legge N. 104/92: confermati i 3 giorni al mese anche per il lavoratore part-time

Con sentenza n. 4069 del 20 febbraio 2018 i Giudici della Suprema Corte di Cassazione-Sezione Lavoro hanno confermato, anche per il dipendente part-time, il diritto di usufruire dei permessi per assistere un familiare disabile grave -3 giorni al mese retribuiti e coperti da contribuzione figurativa- previsti dalla Legge n. 104/1992, art. 33, non riproporzionabili in ragione del ridotto orario di lavoro.

IL CASO: Tizia, dipendente part-time di Poste Italiane, aveva chiamato in causa sia le Poste Italiane, sia l’Inps, in quanto lamentava che il suo datore di lavoro le aveva ridotto da 3 a 2 giorni al mese i permessi spettanti per assistere un familiare disabile e riconosciuti dalla Legge n. 104/92. Poste Italiane aveva motivato tale riduzione in ragione della necessità di riproporzionare i permessi in base al ridotto orario di lavoro.

La causa veniva vinta dalla lavoratrice sia in primo grado che in appello.

Quindi Poste Italiane e Inps proponevano ricorso in Cassazione.

Nella pronuncia in esame, la Corte di Cassazione (richiamando la precedente decisione Cass. n. 22925/2017) ha evidenziato che il permesso mensile retribuito di cui alla Legge 104/92, che costituisce espressione dello Stato sociale, è una misura destinata alla tutela della salute psico-fisica del disabile quale diritto fondamentale ed inviolabile dell’individuo tutelato dall’art. 32 Costituzione.

Pertanto -conclude la Cassazione- il diritto a fruire dei 3 giorni di permesso al mese previsti dalla L. 104/92 costituisce, per il lavoratore che assiste il disabile, un diritto non comprimibile, né riproporzionabile, neppure in ragione del ridotto orario di lavoro in caso di part-time.

Per tale ragione i Giudici della Cassazione hanno rigettato i ricorsi di Inps e Poste Italiane.