Cartella di pagamento annullata? Anche l’Agente della Riscossione può essere tenuto al pagamento delle spese processuali

Con un’interessante pronuncia pubblicata il 21 marzo scorso (ordinanza n. 7047), la Corte di Cassazione, sezione Sesta Civile, si è espressa in tema di opposizione a cartella esattoriale, sancendo il principio secondo il quale, in caso di annullamento della cartella da parte del Giudice, anche l’Agente della Riscossione può essere tenuto al pagamento delle spese processuali, in favore dell’opponente vittorioso, insieme all’ente impositore (in questo caso, un Comune).

Nel caso di specie, il Giudice di Pace aveva accolto l’opposizione di un automobilista contro una cartella di pagamento a causa della mancata notifica dei verbali di accertamento della violazione del Codice della Strada, da parte dell’ente; impugnata la sentenza, anche in secondo grado i Giudici confermavano, tra l’altro, la condanna del Comune e dell’Agente della riscossione, in solido, al versamento delle spese di giudizio, osservando come sia opportuno che l’agente della riscossione instauri con l’ente impositore un “rapporto di leale collaborazione” al fine di evitare che nascano contenziosi per simili vizi formali.

Equitalia ricorreva pertanto in Cassazione, sostenendo di non avere alcun tipo di responsabilità o “dovere di controllo” in ordine all’attività dell’ente creditore e di non essere quindi tenuta al pagamento delle spese.

La Suprema Corte ha quindi evidenziato che, nell’ambito del giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di una sanzione amministrativa, “anche quando l’impugnazione sia riconducibile al vizio di notifica del verbale di accertamento presupposto, eseguita dall’ente impositore, l’esattore deve rispondere delle spese processuali nei confronti dell’opponente vittorioso […] perché comunque la lite trae origine dalla notificazione della cartella di pagamento, sebbene eseguita dall’esattore in esecuzione del rapporto che ha ad oggetto il servizio di riscossione” (cit. Cass. Ord. 7047/2018).

Pertanto anche l’esattore, legittimato passivo nell’ambito delle controversie aventi ad oggetto la riscossione dei crediti per cui è incaricato, deve rispondere delle spese del giudizio.