Azione di annullamento di delibera assembleare e legittimazione attiva e passiva della società e del socio

Tribunale di Roma – sez. III specializzata impresa, sentenza del 10.10.2016 n. 18690/2016

Deve escludersi in radice che la società sia legittimata a chiedere l’annullamento di deliberazioni assunte dalla propria assemblea: i soggetti legittimati a proporre il giudizio sono quelli indicati dagli artt.2377 e 2479 ter c.c., e non già la società, la quale è solo legittimata passiva nel giudizio di impugnazione, proprio perché da essa promana la manifestazione di volontà che è oggetto dell’impugnazione, e sarebbe quindi inammissibile attribuirle la legittimazione ad insorgere giudizialmente contro la sua stessa volontà.

Quindi la società non può chiedere l’annullamento di deliberazioni riferibili ad assemblee dei propri soci ovvero l’accertamento della nullità di tali deliberazioni.

Di contro, il socio di una società per azioni non è legittimato a resistere all’azione d’impugnazione di una delibera assembleare ex art.2377 c.c., spettando la legittimazione passiva alla sola società e dovendo, il socio non impugnante e non parte in causa, sottostare all’eventuale annullamenti della deliberazione.

Invero, l’intervento del socio per resistere all’impugnazione di delibera da altri proposta viene qualificato come intervento adesivo dipendente, e da questa posizione processuale non deriva il diritto all’autonoma impugnazione della sentenza, così come è precluso al socio il rimedio dell’opposizione di terzo ordinaria. Gli effetti della sentenza di annullamento sono infatti, per il socio, riflessi e non diretti.